Una vita spericolata

Una vita spericolata, sesto film di Marco Ponti, è una action comedy on the road che strizza l’occhio alle commedie americane e ai film di genere – cui da sempre si ispira il regista –.  È un film di equivoci, di illusioni e di fallimenti. Di fallimenti, soprattutto. Fallimenti personali, fallimenti interpersonali, fallimenti professionali. 

Tutto comincia con una rapina, che non avrebbe dovuto essere una rapina, con dei rapinatori non rapinatori e un ostaggio che in realtà non è un ostaggio: due ragazzi e una ragazza in fuga dalla polizia con i soldi di una rapina, sulla scia di Bonnie e Clyde (sono gli stessi protagonisti a dirlo in un dialogo del film). 

Da qui in poi, un susseguirsi di equivoci, colpi di scena e inseguimenti. Moltissimi inseguimenti. Il piano di fuga dei tre (Richelmy, Franceschini e De Angelis) prevede di percorrere l’Italia, dalla Val Susa piemontese fino a giungere al punto più estremo della Puglia, Santa Maria di Leuca. De Finibus Terrae. Metafora della fine. Della conclusione. Di un nuovo inizio. Come quello della vita dei ragazzi. Sarà proprio Santa Maria di Leuca il luogo del loro commiato e della nuova vita che ciascuno di loro intraprenderà quando tutto sarà finito. Il film alterna momenti di riflessione che si conciliano poco con il fil rouge della fuga, a gags di figure secondarie, una collezione di caricature spesso troppo forzate, ai limiti del grottesco, e che, a volte, non divertono. I dialoghi, quelli belli, ci sono, ma spesso procedono a intermittenza. Sono quelli fatti di confessioni di desideri personali e di piccoli bilanci esistenziali.  È un film che forse vorrebbe essere manifesto di una generazione, quella dei ventenni di oggi, ma che, tuttavia, non riesce nel suo scopo perché tra polizia incompetente e corrotta dagli atteggiamenti esagerati e macchiettistici e una organizzazione malavitosa che vanta sicari chiamati Rambo e Rambo 2 La Vendetta, vede allontanarsi ogni possibile credibilità. 

Una vita spericolata è una commedia ricca di spunti e omaggi dichiarati: dal western di Sergio Leone, passando per Guy Ritchie e Bud Spencer e Terence Hill, fino agli inseguimenti di Thelma & Louise. Apparentemente, è un film di buoni contro i cattivi. Grande èpos letterario. In realtà, è molto più complesso di così. È un film, come detto, che parla di fallimenti esistenziali. Nella storia ci sono buoni che sono davvero buoni, ma che non riescono a sopravvivere nel sistema. Allora provano ad andare contro il sistema. Un sistema in cui le banche non prestano soldi a chi non ha denaro. In cui vanno avanti commissari drogati e corrotti. Un sistema in cui ci si trova a dover vivere come meglio si può e a inventare stratagemmi per portare avanti l’attività di famiglia. Un sistema in cui non contano più le qualità e le capacità di ciascuno – come quelle dei tre protagonisti – perché il contesto e le opportunità sono avverse. Un sistema in cui, come dice Matilda De Angelis in una scena del film: «Quando esce l’iPhone 8 chi è che vuole l’iPhone 5?» e noi, agli occhi degli altri, siamo tutti un po’ iPhone 5. Un sistema in cui non riusciamo a vivere se non accompagnati da una perenne ansia da prestazione: il lavoro, il successo, la reputazione, ma soprattutto i followers su Instagram, i selfie sui social networks e la notorietà a ogni costo. I protagonisti provano a cambiare la rotta dei loro destini, trasformandosi in dei Robin Hood moderni, impegnati a capovolgere il sistema e a ristabilire l’equilibrio delle loro vite e di quelle di coloro che incrociano nel loro cammino. In questo percorso ri-scopriranno le loro risorse e le loro capacità, ri-trovando il senso di Sé attraverso l’Altro.

Roberta Rutigliano

Galeotto fu il Giffoni Film Festival nel lontano 2003.
Da quel momento il cinema è entrato prepotentemente nella mia vita e non l’ha lasciata più, come solo le passioni, quelle viscerali, sanno fare.
Adoro guardare le serie tv in compagnia di Amélie,  la mia piccola Jack Russell Terrier.
In tasca una Laurea in Giurisprudenza e un master in Comunicazione e Marketing del Cinema, ma tanti sogni ancora da realizzare.

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