Un posto tranquillo

Una famiglia vive un’esistenza isolata nel silenzio più assoluto, per paura di una minaccia sconosciuta che segue solo il suono e attacca a qualsiasi rumore.

Il nuovo thriller/horror di John Krasinski, A Quiet Place – Un posto tranquillo, ci porta verso un nuovo universo cinematografico in cui il silenzio regna sovrano. Difficile da pensare al giorno d’oggi, dove vince chi alza di più la voce, ma quando la cosa comincia ad essere vitale tutto diventa più possibile.

Quando il film comincia troviamo subito la famiglia di Lee ed Evelyn che, grazie alla conoscenza del linguaggio dei segni e alla presenza di una figlia non udente, è già riuscita a sopravvivere 89 giorni. Famiglia composta da un padre, disposto a tutto pur di salvare i propri cari, una madre, che sosterrà il proprio marito minuto dopo minuto, ed i loro figli che, ovviamente ed inconsapevolmente, renderanno il silenzio sempre più “rumoroso”.

Come già detto il linguaggio è, quasi sempre, quello dei gesti, dei sordomuti. Si useranno le espressioni, gli occhi e gli sguardi per farsi capire. Si soffre con la tipica mano sulla bocca, si dimostra il proprio affetto, il proprio amore, con un abbraccio o con una carezza. Come spesso capita vedremo anche la “salvezza” sotto forma di musica condividendo un auricolare, come se fosse un tesoro, per rilassarsi un attimo, insieme…ma sempre in silenzio.

90 minuti di puro silenzio in sala dove risulterà faticoso riprendere fiato, rilassarsi. Un misto tra angoscia e terrore ma, allo stesso tempo, amore ed emozioni. Gli immancabili jump-scare vengono utilizzati intelligentemente, con criterio e mai forzatamente. Un’ottima sceneggiatura permette di far girare tutto alla perfezione ma cosa sarebbe una immagine senza comparto sonoro? Nonostante il film sia incentrato sul silenzio troveremo indispensabile e perfetto ogni tipo di suono difficilmente apprezzabile lontano dal “grande schermo” / “impianto audio di livello”.

Chiaramente nello script non mancano difetti, alcune scene potranno risultare prevedibili ma una volta raggiunto il finale tutto passerà in secondo piano perché la soddisfazione e le emozioni provate fino a quel momento prenderanno il sopravvento.

Devo dire che il film richiama un po’, a mio parere, pellicole come Signs e Io sono leggenda. Vedremo l’inizio di un nuovo franchise? Perché no? La curiosità di conoscere il “perché” tutto questo è accaduto convive, dentro di me, con la preoccupazione di eventuali sequel che possano rovinare questo titolo che tanto ho apprezzato.

Vi lascio con alcune curiosità sul film:

Il regista John Krasinski, nonchè attore protagonista, è il reale compagno di Emily Blunt (moglie nel film)

 

La sceneggiatura originale di Bryan Woods e Scott Beck conteneva solo una riga di dialogo.

 

L’attrice Millicent Simmonds è sorda sin dall’infanzia a causa di un sovradosaggio da farmaco. Questo è stato il secondo film in cui ha recitato dopo La stanza delle meraviglie (2017).

 

I realizzatori hanno acquistato 20 tonnellate di mais e assunto agricoltori locali per coltivarlo.

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