Ghostland La casa delle bambole

Il regista Laugier torna al cinema con La casa delle bambole-Ghostland, un horror scioccante, ansiogeno e soffocante.
Pauline e le sue due figlie adolescenti Beth e Vera si trasferiscono a casa di una zia deceduta, ma una volta arrivate per loro inizieranno una serie di incubi e torture.
La casa delle bambole è un horror claustrofobico e inquietante, girato su due piani temporali diversi, presente e futuro, che aiutano la composizione strutturale del film, inserendo momenti di tensione intervallati da momenti di calma che mantengono l’hype dello spettatore costante. Insieme a effetti sonori e colpi di scena propri di un film horror che si rispetti, Ghostland fa tremare il pubblico in sala, ponendo l’attenzione sui mostri psicopatici antagonisti. Le due figure sono costruite seguendo una logica, il sovrannaturale e il verosimile vengono uniti, così da ottenere due caricature: quella spaventosa di un uomo molto alto e grasso con un deficit intellettivo e quella inquietante di un uomo snello, vestito e truccato da donna che ricordano molto due figure raccapriccianti di qualche fantasy, anche per questo motivo le ragazze, loro prigioniere, li descriveranno sempre come “l’orco e la strega”.


Le due figure macabre si spostano usando un carretto dei gelati e anche questo elemento ci fa capire l’intenzione del regista di rendere terrificante un mezzo che nasce con la funzione opposta. Secondo la legge universale del genere horror, le risate dei bambini, le bambole, i clown e tutto ciò che nella vita normale appare dolce e innocente, davanti allo schermo tende a essere ancora più inquietante di elementi che già lo sono nella vita reale. Rimanendo fedeli a questa regola, troviamo anche la filastrocca “Teddy Bears’ Picnic” cantata sottovoce da Beth in una scena. Usata in molti contesti, la canzoncina è di per sè allegra e creata per divertire i bambini, ma al tempo stesso nel genere horror è associata al presagio che qualcosa di terrificante stia per accadere, la troviamo perfino in un episodio della serie tv Pretty Little Liars, anche qui come sottofondo a una scena con delle bambole vecchie e angoscianti.
La caratteristica lodevole del film è quella di giocare molto sul piano psicologico, negando allo spettatore la possibilità di capire cosa sia reale e cosa no, rendendo l’horror soffocante anche grazie all’ambientazione tetra che si riduce a coinvolgere solo due piani della casa.
I colori cupi si accendono improvvisamente solo per il trucco delle bambole e altri particolari minimi, poiché il film è girato in maggioranza nella penombra.
Poco sangue ma molta tensione, un misto tra Misery non deve morire e Split, amplificato da trucco e scene di lotta, La casa delle bambole è un film disturbante che ogni amante dell’horror e del thriller psicologico dovrebbe vedere.

Giuditta Bergamasco

19 anni, una grande passione per il cinema. Amo i thriller psicologici, i film romantici, quelli comici e anche i drammatici. Frequento Scienze dei beni culturali alla Statale di Milano, sto studiando per rendere questa mia passione un lavoro, perchè fin da bambina i film mi hanno insegnato che i sogni son desideri e realizzarli non è mai impossibile.

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