IL RE LEONE

29 Agosto, 2019   |  

L’impresa firmata Disney più rischiosa degli ultimi anni è finalmente arrivata nelle sale italiane incantando grandi e piccini.

Ogni cinefilo ha iniziato a vivere sogni in celluloide sin dalla tenera età. Spesso, inoltre, la scintilla che ha accesso una grande passione per la settima arte è nata davanti ad un racconto animato. Un’intera generazione in particolare ha scoperto l’atmosfera e la magia della sala cinematografica grazie ai Classici Disney che negli anni Novanta hanno consolidato la posizione di rilievo della Disney nel panorama cinematografico internazionale. Il film che forse ha segnato maggiormente quel periodo rimanendo nel cuore degli appassionati è senza dubbio Il Re Leone del 1994. Vincitore di ben due premi Oscar per la colonna sonora di Hans Zimmer e il brano The Circle of Life, questo gioiellino è diventato un cult non solo del suo genere stabilendo regole e canoni per tutti i film che lo hanno seguito. Jon Favreau, già pioniere del Marvel Cinematic Universe e del live-action de Il libro della giungla, è alla regia del remake “in carne ed ossa” de Il Re Leone. Quest’operazione rischiosissima è riuscita  a convincere il popolo degli scettici? Questa nuova versione segue senza scossoni la trama originale raccontando la storia di dichiarata ispirazione shakespeariana del leone Simba, naturale erede del regno animale guidato dal padre Mufasa.

Invidie e giochi di potere non mancano in un racconto in grado di rivolgersi sia al pubblico più giovane che a quello più maturo con riferimenti alle dinamiche e ai meccanismi che regolano anche la società umana. Personaggi iconici in una nuova veste tornano in scena pronti a raccontare ancora una storia intramontabile. La messa in scena, a venticinque anni di distanza dall’originale, non perde il suo fascino anzi, sembra acquisirne con il giusto audio e una rappresentazione iper-realistica degli animali. Proprio quest’ultima, però, a tratti sembra diventare un’arma a doppio taglio: se, da una parte, rende ancora più efficaci e, forse, adulte le scene più drammatiche, dall’altra stona con lo spirito d’animazione per cui si può sospendere l’incredulità davanti a degli animali parlanti. Le sole immagini del film, tuttavia, avrebbero saputo cogliere nel segno anche senza dialoghi. La parte musicale, tuttavia, è ciò che riesce davvero a colpire il cuore dello spettatore. Elisa e Marco Mengoni, doppiatori nella versione italiana, non sfigurano minimamente al confronto con Donald Glover e Beyoncé del doppiaggio originale statunitense. Senza troppi sforzi, nonostante qualche difetto per i più pignoli, Il Re Leone raggiunge i suoi obiettivi garantendosi un’ottima posizione tra i titoli della stagione cinematografica.

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