SCARY STORIES TO TELL IN THE DARK

Alla fine degli anni 60, in una piccola cittadina della Pennsylvania chiamata Mill Valley, la notte di Halloween è alle porte e i preparativi sono già belli che pronti. La nostra protagonista Stella, dal carattere solitario e introspettivo, decide per una volta di uscire insieme ai suoi due amici Auggie e Chuck per fare qualche bravata nella notte delle streghe. La loro prima “vittima” è il bullo Tommy che però non gradisce affatto lo scherzo. Durante la fuga, i tre fanno la conoscenza di Ramon, un giovane ragazzo messicano. Per movimentare la serata, decidono di far visita alla casa infestata poco distante dal centro del paese dove però, una brutta sorpresa li sta attendendo. Con sfondo le elezioni nel 1968 e la guerra in Vietnam che spaventa l’intera popolazione, i giovani ragazzi dovranno fare i conti con un incubo che viene dal passato ma, dopotutto, non tutto il male viene per nuocere.

Scary story to tell in the dark è un horror-fantasy che ricorda parecchio i film d’avventura anni 80-90 in cui un gruppo di ragazzi deve fuggire/sconfiggere il nemico, oppure un lunga puntata di Piccoli Brividi. La trama infatti non brilla di originalità ma grazie ad alcuni piccoli accorgimenti, il film riesce a mantenere alta l’attenzione. In primo luogo, l’utilizzo della suspance (che ricorda molto la tecnica di Hitchcock) è ottima nella maggior parte delle scene, coinvolge parecchio e funziona. Molto gradevole è anche la pattern di colori che ricorda parecchio i film di Del Toro. Guillermo infatti, nonostante abbia solo prodotto e scritto il soggetto, ha influenzato parecchio le scelte stilistiche di tutto il film dando una marcia in più al progetto. I vari mostri/demoni sono molto fedeli a quelli riportati nel libro originale e la loro realizzazione è funzionale, nulla di più.
Tratto che distingue il prodotto più di tutti è la nota socio-politica presente nella trama. Spesso è infatti vi è un parallelismo tra l’incubo ultraterreno e gli incubi che invece caratterizzano l’epoca in cui è ambientato il film (Per l’appunto Nixon, il Vietnam e il razzismo verso i messicani), concetti molto simili a quelli visti ne “la spina del diavolo”, film del 2001 di Del Toro. Il cast per quanto giovane è ottimo, soprattutto Zoe Margaret Colletti nei panni di stella è decisamente azzeccata. Scary story to tell in the dark non è un film memorabile ma non pretende nemmeno di esserlo. Funziona alla perfezione su un pubblico giovane, che vuole un horror leggero ma comunque in grado di far venire qualche brivido/salto sulla sedia, perfetto quindi per la notte di halloween. Lo consiglio anche a tutti coloro che vogliono un film dal sapore cult e retrò senza troppe pretese, in grado di rispolverare un genere che al cinema si vede poco in questi tempi. Concludo dicendo che a mio parere è un film che ha bisogno di anni per essere apprezzato, probabilmente diventerà un piccolo cult per le prossime generazioni.

Cine Show

22 anni di passione verso il cinema mi hanno fatto diventare un'instancabile sognatore. Amante del genere Thriller e fantascientifico.

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