ANNABELLE 3

6 Luglio, 2019   |  

L’universo “The Conjuring“ è una saga in continua espansione e non ha intenzione di fermarsi. Questo mondo generato da James Wan sta facendo innamorare i fan del cinema horror grazie ad una struttura che col tempo è diventata più solida ed è stata sempre capace di rinnovarsi e intrattenere. Il terzo capitolo della bambola Annabelle si pone però su un livello differente, segno che la Warner sta progettando qualcosa di più grande. Dopo un inizio decisamente turbolento, le saga della dolcissima e terrificante bambola ha ripreso nuova energia dal secondo capitolo, facendo centro sul pubblico. Ma c’è ancora qualcosa da raccontare? In realtà no, ma quest’ultimo capitolo funziona alla perfezione.

Annabelle 3 è un film horror fatto di puro intrattenimento che si rivolge ad un pubblico decisamente vasto, cambia nuovamente i suoi schemi narrativi e si toglie dalle spalle il peso di “prendersi troppo sul serio”. Non c’è bisogno di ulteriori introduzioni, il contesto lo si conosce alla perfezione. E’ come entrare nella casa degli orrori, sai già a cosa si va incontro e lo show inizia da subito. Già dai primi minuti infatti il film inizia a mettersi all’opera nel dare vita a questo terrificante teatrino, generando una tensione sempre più crescente. La storia questa volta si concentra sulla piccola Judy, la figlia dei Warren, e sulla sua baby sitter Mary. Durante un tranquillissima sera, Daniela, amica di Mary, si presenta a casa dei Warren per fare compagnia alle due ragazze rimaste sole per la notte. Il suo intento però è quello di trovare un modo per mettersi in contatto con il proprio padre defunto ma non sà che quella ricerca scatenerà l’inferno. Da qui in avanti Annabelle si trasforma in una “burattinaia” e chiama a sé tutti gli spiriti legati agli oggetti presenti nel “museo” Warren scagliandoli contro le tre ragazze. In quello che sembra essere un film “home invasion” + Un notte al museo + Piccoli Brividi, la tensione fa da padrona e stuzzica lo spettatore con diversi Jumpscare e una costante suspance, grazie anche ad un montaggio sonoro davvero impeccabile. La novità in questo film è una linea comica che smorza in parte il clima e rende il tutto decisamente più “teen”. Il film non si perde minimamente in spiegoni e non tenta nemmeno di creare una struttura verosimile ma decide di dare il massimo, una sorta di Infinity War dell’horror in cui diverse entità si scontrano con le protagoniste. Vediamo quindi “Il traghettatore”, Una sposa assassina (che ricorda La LLorona), L’uomo Lupo (Che strizza l’occhiolino a “The conjuring 3”), e tanto tanto altro. Il film si pone come punta dell’iceberg di questo universo Horror, e mostra allo spettatore l’incubo a cui andrà incontro nel tempo e lo fa nel migliore dei modi: intrattenendo alla massima potenza.

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