La Llorona – le lacrime del male

18 Aprile, 2019   |  


Nell’universo “The Conjuring” si va ad aggiungere un ulteriore tassello affiancato ad Annabelle e The Nun: La Llorona. In questo caso la sceneggiatura prende spunto dal folklore messicano, portando quindi sul grande schermo il demone di una donna che attraverso il pianto attira i bambini per poi annegarli. La storia è ambientata negli anni 70 dove una Anna, una giovane madre, divide il tempo tra il suo lavoro da assistente sociale e i suoi due figli. Una sua assistita però da qualche settimana sembra essere totalmente sparita costringendola Anna a recarsi direttamente alla sua abitazione. La donna aveva rinchiuso i propri figli dentro ad uno sgabuzzino e riempito la casa di candele. Un errore dell’assistente sociale scatenerà l’ira della Llorona sulla sua famiglia.

Alla regia troviamo il protetto di James Wan, Michael Chaves, che dirige la macchina sapientemente ma senza dare però troppa anima. L’utilizzo di alcuni piani sequenza è molto suggestivo ma in fin dei conti risultano quasi totalmente inutili ai fini della trama. Spesso la telecamera è a spalla (negli horror funziona sempre questa tecnica) e l’immersività di conseguenza è molto alta, peccato però che all’interno della struttura narrativa sia totalmente sprecata. Gli attori se la cavano molto bene nel loro ruolo, in particolare Linda Cardellini ha fatto un ottimo lavoro con il personaggio della madre. Spicca inoltre anche il personaggio di Raymond Cruz nel personaggio del sacerdote messicano.

Il potenziale di questo film era decisamente molto alto ma un trama troppo basic e poco strutturata ha decisamente affossato il tutto. Pecca più importante riguarda proprio il personaggio della Llorona: dopo un’introduzione molto rapida, il contesto e la struttura di questo nuovo demone vengono ridotti al minimo per far si che la storia possa andare avanti. Scegliere di prendere spunto da anni di tradizione per poi abbandonarli, lo considero un errore abbastanza grave. Decisamente diverso dalle mie aspettative invece è la scelta di inserire alcune parti “comiche” all’interno del film, come per cercare di sdrammatizzare il tutto. Questa particolarità la ritengo un test per quello che sarà il capitolo successivo: Annabelle 3. Sembra infatti che il prossimo (e forse ultimo) capitolo della saga legata alla bambola Annabelle sia decisamente più una horror comedy in vecchio stile.

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