Si muore tutti democristiani

Il collettivo italiano Il Terzo Segreto di Satira approda sul grande schermo con un film concettuale, che fa riflettere e con temi per nulla banali.
Tre amici con le stesse ideologie politiche (la cosiddetta estrema sinistra italiana) sono i fondatori di una piccola casa di produzione che realizza documentari e spot a sfondo sociale, ma per sbarcare il lunario i tre protagonisti sono costretti a trovarsi altri impieghi che non li rendono del tutto appagati e soddisfatti. Un giorno si trovano davanti a una scelta che potrebbe cambiare le loro vite per sempre; un lavoro che farebbe guadagnare loro molti soldi, realizzando un documentario sulle civiltà africane, ma sapendo che il capo dell’associazione per cui dovrebbero lavorare è accusato di riciclaggio di denaro sporco. Tre vite diverse, tre famiglie, tre modi di ragionare differenti che sono accomunati dagli stessi ideali: l’etica e la lotta a favore delle minoranze. I protagonisti iniziano così un viaggio di riflessione attraverso ciò che è giusto ma anche ciò che farebbe più comodo, con la paura e l’angoscia di diventare quello contro cui hanno combattuto per anni.

Ho personalmente apprezzato il fatto che siano state usate molte metafore per far comprendere meglio che il cambiamento di un’opinione con il passare del tempo sia quasi certo, assicurato. Alcuni di noi pensano di DOVER cambiare per cause di forza maggiore, come la nascita di un figlio e la sua sicurezza economica, ma potrebbe essere che siano solo scuse che utilizziamo per convincerci di stare facendo la cosa giusta? A questo punto si parla di egoismo o di razionalità nelle proprie scelte? Il cambiamento delle nostre opinioni nel tempo è dovuto a una maturazione mentale o è solo spinto dal nostro desiderio di comfort? Fino a che punto siamo determinati nelle nostre scelte? Ci siamo mai trovati in situazioni che ci hanno fatto dubitare della nostra coerenza e delle nostre idee? Tanti interrogativi a cui il film non dà una risposta ma lascia la possibilità allo spettatore di pensare e di avere opinioni differenti in merito.

Viene inoltre analizzato il senso di colpa per avere pensato di diventare come non volevano essere. In questo caso avviene sotto forma di sogno in cui tutti i conoscenti di Enrico (Walter Leonardi, uno dei protagonisti) che hanno idee politiche opposte alle sue e non hanno mai avuto un rapporto positivo tra di loro, diventano improvvisamente suoi amici e lo elogiano in continuazione facendogli così tanti complimenti da risultare estremamente ipocriti e approfittatori, ma il peggio è che Enrico nel sogno si è trasformato in uno di loro, è diventato ciò che prima gli creava disgusto.

Angoscia, paura e indecisione. Questo è ciò che i personaggi sono costretti a provare davanti a questa scelta e che ci trasmettono perfettamente anche attraverso la colonna sonora, utilizzando melodie che in climax ascendente ci fanno tastare la tensione e la pressione con cui devono fare i conti.
Il Terzo Segreto di Satira pone lo spettatore davanti a un interrogativo esistenziale e riesce a farci comprendere la complessità delle nostre scelte senza sminuire nessuna situazione, ma dando loro il risalto necessario affinchè ognuno di noi possa impersonificarsi nei personaggi, lasciandoci in questo modo con dubbi e perplessità di cui si troverà la soluzione solo nel momento in cui proveremo realmente queste situazioni. Giudizio ottimo per un film che fa riflettere non solo durante gli 89 minuti della visione. Un viaggio all’interno della psicologia umana nella nostra quotidianità riuscito a pieni voti.

Giuditta Bergamasco

19 anni, una grande passione per il cinema. Amo i thriller psicologici, i film romantici, quelli comici e anche i drammatici. Frequento Scienze dei beni culturali alla Statale di Milano, sto studiando per rendere questa mia passione un lavoro, perchè fin da bambina i film mi hanno insegnato che i sogni son desideri e realizzarli non è mai impossibile.

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