Principe libero – Fabrizio De Andrè

“Principe Libero” a pensarci bene non si poteva trovare e utilizzare un titolo migliore di questo per descrivere la figura di De Andrè, uno splendido ossimoro, una contraddizione in termini che rappresenta una persona con dei vincoli di sangue ma con tanta voglia di indipendenza. Elemento costante nella vita di un uomo ancor prima del poeta, che si ripercuote lungo tutta la pellicola di Facchini, il quale è riuscito a regalarci un omaggio profondamente e tremendamente umano, grazie anche al suo scrupoloso modo di sondare l’uomo dietro l’artista.  Si perchè Principe Libero non è semplicemente il ritratto di uno dei più grandi cantautori di sempre, il film di Facchini è un ritratto quadruplo, che svela con delicatezza il figlio, l’amante, il marito ancor prima dell’artista. Questa è senz’altro la migliore tv italiana che si trasforma grande schermo. Perchè i giganti hanno bisogno di spazio. Il film parte subito con il rapimento .. appunto, da una prigionia. Perchè quello che racconta Fabrizio De Andrè – il Principe libero prima di tutto il resto, sta già nel titolo: la ricerca della libertà, che per De andrè era la libertà dalle convenzioni, dalle regole, che non fossero sue.  E questo Facchini è riuscito a farlo nel modo più umanamente possibile, è stato in grado di mettere in scena non la solita storia banale del genere biografico, ma è riuscito a riportare in scena la rappresentazione graduale della crescita di un compositore di vita complesso, senza mai permettere all’artista di soffocare l’uomo.  Fin dalle prime scene il regista ha preferito far riflettere il personaggio di Marinelli negli istinti più autentici e nelle persone più libere, disinibite, lontae dalle costrizioni sociali, che Faber ha saputo poi narrare nella sua musica, dove è riuscito a collocare il marcio e le sfumature più grottesche dell’animo umano e dei dimenticati della società, tramutandoli poi in agrodolce poesia. Il tutto interpretato da un Marinelli che come sempre è una garanzia nel contesto cinematografico italiano, e che anche stavolta ha dato l’ennesima conferma di una grandissima prova attoriale. Un Marinelli che per tutta la durata del film non cerca di imitare o calcare, magari assume qualche posa, qualche postura, si, ma poi torna a distanziarsi, ma allo stesso tempo ha saputo maneggiare con grazia e con scrupolosità quasi chirurgica, il suo ricordo di vita. Marinelli ha volutamente scelto di stare nello spazio del personaggio e rimane lì dove deve stare, ed è quasi come se fosse sempre a metà strada tra lui e il cantautore genovese, mai troppo vicino, o troppo lontano.  Il De Andrè sospeso in un eccellente equilibrio tra punti opposti della persona e dell’attore. Il tutto accompagnato da una disarmante naturalezza e un ottima interpretazione di Valentina Bellè nei panni di Dori Ghezzi, seguita da Gianluca Gobbi in un Paolo Villaggio che convince tutti. Il film si muove e passa attraverso le note dei pezzi di Faber, quelle giuste, mai troppe scontate, mai troppo sbandierate, cantate e portate in scena da un Marinelli che ancora una volta mostra la sua duttilità da artista, e si conclude con immagini reali che vedono il vero De Andrè esibirsi da vivo. Una fine che mette in atto un ultimo concetto, che la morte è si una condizione irreversibile dell’essere umano, ma esistono forme d’arte e degli uomini capaci di darne vita, che vivranno in uno stato di grazia senza conoscere mai la parola fine.Possiamo dirlo con certezza che Fabrizio De Andrè – il Principe libero tocca tutte le corde giuste. Come faceva il nostro Faber con la sua amata chitarra.

 

Roberta Licia Aniello

Mi chiamo Roberta Aniello, sono nata e cresciuta a Napoli e ho 25 anni, mi sono Laureata in Culture digitali della comunicazione e poi ho preso un master in grafica pubblicitaria, e ora lavoro in un agenzia di comunicazione. Per quanto riguarda me le mie passioni posso affermare con certezza che in questo mare di variabili della vita ,il cinema è, ed è sempre stato, l'unica costante della mia vita, l'unica e sola arte in grado di avvicinarsi al concetto vero della vita! email : robertaliciaaniello@gmail.com

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