Tomb Raider

19 Marzo, 2018   |  

Nel corso degli anni abbiamo imparato che non è affatto un’impresa facile riproporre in modo soddisfacente l’esperienza videoludica al cinema.

Mentre i cinecomics hanno trovato una loro dimensione, macinando record d’incasso e conquistando il favore della critica (con qualche eccezione), i cinegames faticano a trovare un compromesso soddisfacente tra la materia d’origine e il linguaggio cinematografico, finendo sempre per scontentare sia fan che neofiti con prodotti superficiali e sopra le righe.

La nuova Lara Croft quindi ha una missione difficilissima, vincere i pregiudizi di diciassette anni di esperimenti falliti – dai disastrosi Tomb Raider con Angelina Jolie fino al deludente Assassin’s Creed con Michael Fassbender – e riconquistare la fiducia di tanti spettatori disillusi. E incredibilmente ci riesce.

Tomb Raider viaggia in equilibrio (precario) tra vecchio e nuovo, tra dramma e commedia, attingendo a piene mani dal videogioco, ma sempre scegliendo solo ciò che più funziona sullo schermo. Sebbene il film sia una rielaborazione dell’ultima incarnazione videoludica dell’eroina, i fan di lunga data apprezzeranno il ritorno dei puzzle, i riferimenti a Indiana Jones e personaggi di gran lunga più carismatici di quelli apparsi nella serie reboot, sostenuti da interpretazioni magistrali.

La Lara Croft di Alicia Vikander spicca su tutti: intelligente, testarda, indomabile, viene maltrattata dal film in mille modi e si rialza con fierezza ad ogni colpo, tratteggiando un’eroina dalla volontà di ferro, ma fallibile e ancora in divenire. Il suo rapporto con il padre è la spina dorsale dell’intreccio e regala una profondità inedita a quello che è principalmente un buon film d’avventura.

Il comparto visivo è discreto, la CGI è ormai una presenza inevitabile, ma non risulta mai stonata o prevalente. Visto sullo schermo IMAX di 300 m2 del cinema Happy di Afragola è possibile godere al meglio del taglio videoludico di alcune scene, che risultano particolarmente coinvolgenti e immersive, e il colossale impianto audio della sala esalta la forza espressiva degli effetti sonori, su cui il film gioca molto.

Il film naturalmente non è perfetto, ma al netto di alcune forzature è una trasposizione fedele e soprattutto godibile di un’avventura semplice, ma con del carattere, nobilitata da un cast di tutto rispetto.

In poche parole, Tomb Raider funziona, soddisfa le (poche) aspettative e ce ne regala di nuove, offrendo un barlume di speranza ad un genere che sembrava non averne più.

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