The Nun – La vocazione del male

29 settembre, 2018   |  

Il genere horror negli ultimi anni ha visto momenti d’oro, con l’ascesa al trono di film come Hereditary, The Witch, Babadook ed altri. Film di spessore, che sfoggiavano la loro inquietudine con classe, eleganza e deliziosa intelligenza. Prima di questi, ci hanno provato in tanti a lasciare il segno, la maggior parte con scarsissimi risultati. The Conjuring invece, tuffandosi nel passato dei grandi classici e guardando a nuovi espedienti, è riuscito a ritagliarsi nella memoria e nel cuore degli horror-maniaci un posto di rilievo grazie a storie credibili di demonologi alle prese con possessioni e strane presenze nel mondo dell’occulto. Un successo reso ancora più forte da un ottimo secondo capitolo, “Il caso Enfield”, che ha aperto ampi spazi per eventuali ed alternativi sviluppi della trama, di personaggi od entità secondarie. Dopo Annabelle, e l’ancor più efficace Annabelle 2 è arrivato il momento della presenza più inquietante e ricorrente nel passato dei coniugi Warren e soprattutto di Lorraine. Trattasi di Valak, il demone che prende le sembianze di una suora, dai tratti non propriamente rassicuranti, diventata protagonista del film spin-off “The Nun” che al momento in cui scrivo, totalizza più di 250 milioni di dollari al botteghino.

Un prete esorcista dal passato turbolento e una suora novizia in attesa di prendere i voti, interpretata da una sorprendente Taissa Farmiga, vengono inviati dal vaticano per investigare su un macabro ritrovamento, in un convento situato in una remota regione della Romania. Una suora si è tolta la vita impiccandosi, e le visioni di Irene con l’aiuto di padre Burke, favoriscono la malefica convinzione che dietro l’accaduto possa esserci un demone in cerca di accrescere il suo potere. Togliamoci subito un peso, la trama di The Nun non è particolarmente brillante, anche se svolge la sua umile funzione in maniera sostanziale, aggiungendo nuovi elementi al background di uno dei personaggi del film principale. Cupa e opprimente invece è l’atmosfera ricreata nella bucolica e fosca ambientazione a cui il regista conferisce un tono volutamente dark-retrò in questo scenario costituito principalmente da una abbazia molto simile a un castello ed un cimitero, a dir poco “caratteristico”.

Alcune trovate in The Nun, prendono ispirazione da film che hanno fatto la storia del cinema horror, e a dire il vero, in quasi tutti i film del filone di The Conjuring, spesso e volentieri si omaggia anche la maestria autoriale italiana, cosa che non può che farci piacere, al di là del risultato.

La novizia Irene, porterà quasi esclusivamente sulle sue spalle la lotta contro il male, che lì dimora sotto le – tante – mentite spoglie di una madre superiora che sussurra sotto il suo sudario di mussola nera. Il soggiorno dei sacri inviati non avrà uno spirito conviviale; oscure presenze, e suore in perpetua preghiera si avvicenderanno nella lotta a suon di jump-scares che porterà a un finale di sicuro impatto, quando la purezza dell’abito bianco si scontrerà con l’oscurità vestita dalla sorella pervasa dall’atavica nequizia.

Se lo si guarda senza troppe pretese, The Nun è un film che non vi deluderà, pur non avendo grossi assi nella manica da giocare. Sapete già cosa aspettarvi, e forse qualcosa in più. Il tetro spettacolo è comunque assicurato, efficace nella giusta misura.

Il connubio tra horror e riferimenti religiosi, in particolar modo cristiani, esprimono da sempre conflitti e polemiche, il cui risultato certo, dal quale anche The Nun non può sottrarsi, è uno: i cristiani credenti dovrebbero assolutamente stare lontani dalle sale cinematografiche, almeno finchè la suora si aggira per le sale. Il sacrilegio imperituro si annida dietro la cinepresa, e proietterà dentro di voi l’immaginifico volto del demonio, che potrebbe far vacillare la vostra fede.

Riuscirete a stare lontani dalla tentazione?

Valak vi attende, dove Dio finisce.

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