Pet Sematery

12 Maggio, 2019   |  

Pet Sematary narra le vicende del dottor Louis Creed e famiglia, trasferiti da poco dalla città di Boston in una nuova casa nella provincia rurale del Maine. Proprio accanto alla nuova abitazione della famiglia Creed, composta dalla moglie Rachel, i due figli Ellie e Gage e il gatto Church, passa una pericolosa strada battuta senza sosta da camion. Ma non è l’unico pericolo presente nei dintorni della loro proprietà: a pochi passi dalla loro casa vi è un cimitero di animali, recintato da una catasta di legno. Qualcosa di ben più oscuro si nasconde oltre i confini del cimitero, un luogo maledetto in cui morti sembrano tornare in vita.

Pet Sematary è decisamente più legato all’opera cinematografica del 1989 che al romanzo originale di Stephen King e in quanto tale non spicca di originalità e di tecnicismi da renderlo un film memorabile. I due registi, Kevin Kolsch e Dennis Windmyer, mettono insieme un horror dalle tinte molto basiche, cercando di aggiungere del pepe al tutto attraverso jumpscare ben studiati ma che si limitano a spaventare più che ad angosciare. Il superamento della morte, tema centrale del romanzo, è una questione sicuramente difficile da affrontare, sia nella vita reale che in un’opera legata soprattutto al genere horror, tant’è che lo stesso King fu molto titubante sulla pubblicazione del libro omonimo. In questo film, nonostante venga posta centralmente,la tematica risulta parecchio forzata e molto superficiale, accennando ad eventi e racconti senza andare troppo oltre, facendo perdere tutto il suo fascino e limitandosi a creare un contesto sommario. Gli attori invece hanno fatto un ottimo lavoro, sono decisamente molto apprezzabili nelle loro interpretazioni, in particolare John Lithgow che salva le sorti del film. Non si può dire la stessa cosa invece sulla credibilità di alcuni personaggi: le scelte che compiono durante l’intera vicenda sono al limite del possibile e rendono difficile “empatizzare” con loro e con la trama, già di per sé molto forzata, trasformando la maggior parte delle scene in eventi surreali e ilari.
Sicuramente questo film nasce dall’onda di successo legata ad un’altra opera presa tra i romanzi di Stephen King e nel tentativo di creare un remake moderno e accattivante si è finiti per creare un’opera scialba e senz’anima.

Il film termina con i titoli di coda in cui è possibile ascoltare la cover di “Pet Sematary” dei Ramones cantata dagli Starcrawler. Il pezzo è decisamente più moderno ma perde la grinta e il fascino della canzone originale del gruppo Newyorkese. Curioso parallelismo.

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