Red Sparrow

6 Marzo, 2018   |  

Nell’ultimo anno è la seconda volta che mi capita di andare al cinema pronto a vedere un action movie senza pretese, e poi mi ritrovo in una spy story ben strutturata e di tutto rispetto. La prima fu “Atomica Bionda”, e stasera è toccato a “Red Sparrow”.

La visione di questo film lascia con due sensazioni che potrebbero essere contrastanti tra di loro. Se lo si vede come una spystory ha tutti gli elementi necessari e sufficienti per essere attraente e accattivante, con tanto di colpi di scena. Però ci sono tutti gli elementi per vederlo da una luce diversa, ovvero con un occhio psicologico e sociale. Su quest’ottica, pur riuscendo ad affrontare le tematiche con un impeto crudo, col trascorrere del film sembra che lo faccia in modo discontinuo. Si ha una freddezza diffusa nei personaggi, e soprattutto nella protagonista Dominika, assolutamente coerente con l’ambientazione e il tema. Ma quando si riesce ad aprire uno spiraglio di calore, l’opera mostra i suoi limiti. La cosa originale, e questi limiti stessi, se interpretati come caratteristiche, riescono ad essere anche armoniche al film stesso.  Questi aspetti portano ad avere interpretazioni profondamente diverse: allo spettatore intransigente il film potrebbe risultare inespressivo, ma se si ha più flessibilità potrebbe piacere moltissimo.

Personalmente a me è piaciuto veramente tanto. Alcune scelte narrative, soprattutto verso la conclusione del film, hanno un certo richiamo ai “Soliti Sospetti”, senza ovviamente, sfiorarne nemmeno il phatos, ma comunque riescono a far rimanere sorpresi. La costruzione degli intrighi, anche se quando svelati i misteri, sembrano quasi scontati, sono in realtà ben organizzati e ben distribuiti nei ritmi del film, che riescono a mantenersi sempre a buoni livelli.

Infine c’è da affrontare un aspetto su cui il film punta moltissimo. La sensualità prorompente di Jennifer Lawrence. Qui faccio un commento del tutto personale. Jennifer ha una bellezza e sensualità terrificanti. Ci sono diverse scene di nudo in cui sembra che tutto ciò che la circonda diventi satellite della perfezione delle sue forme. Il film si affida molto a questo elemento erotico, anche se resta in queste scene una freddezza comunque appropriata alle ambientazioni sia dei luoghi materiali che emotivi.

Si nota, inoltre, soprattutto nelle pause dei dialoghi, e nella fotografia, una certa ispirazione a Nikita di Luc Besson. A dire il vero, in linearità narrativa potrei addirittura preferirlo all’opera di Besson, ma siamo su due opere di respiro completamente diverso.

Io ve lo consiglio vivamente, non fosse solo per l’interpretazione poliedrica di Jennifer Lawrence, che è passata da fredda spia, a figlia disperata, a vittima senza via d’uscita, a inesorabile ammaliatrice. Ed in ogni aspetto ne esce benissimo. E’ un film estremamente adulto, in cui Dominika non è la action woman di Atomica Bionda, ma la sua azione è psicologica e fisicamente reazionaria.

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