Overlord

15 novembre, 2018   |  

Il mondo non è mai stato un posto tranquillo.

La guerra è un fatto tremendo e ciclicamente si ripresenta con la sua pesantissima carica di devastazione e morte. La più terribile e per fortuna lontana, per gravità, è sicuramente la “Seconda Mondiale”, che ha registrato milioni di vittime a causa delle atrocità commesse dall’avanzata dal regime nazista alla ricerca del dominio assoluto. Parliamoci chiaro, nella guerra c’è sempre dell’immoralità, e nessuno è immune dal peccato, ciò nonostante scommetto che c’è ancora qualche giovane, stolto, un pò ritardatario, a non aver capito bene chi sono i cattivi nella vicenda bellica.

Se proprio non vi è chiaro, avrei il film che fa per voi, che ovviamente ha uno scopo tutt’altro che educativo, ma grazie ai suoi scellerati contenuti, nel messaggio è violentemente chiaro ed efficace.

Overlord è l’ultimo film dei pochi diretti dal promettente Avery, che sceglie una apertura “aerea” per dare inizio a quella che è una prima sequenza al cardiopalmo, girata con esperienza, ed altamente galvanizzante. Se non fosse per la natura esplicita da “B-Movie”,con il dovuto rispetto, saremmo di fronte a una delle scene di guerra più convincenti mai girate, in cui l’aerotrasporto americano, appena superato il confine, viene bombardato dalla contraerea nemica mentre i soldati in preda al panico cercano di mantenere il controllo prima del lancio. Intanto attorno a loro c’è odore di lamiera ardente e di corpi bruciati.

Un manipolo di soldati americani vengono, con queste poco allettanti premesse, così, paracadutati in una regione della Francia sotto occupazione nazista, per una missione che prevede la distruzione di una torre di segnalazione costruita su di una chiesa.

Il regista australiano, dimostra la sua abilità nel saper manipolare la tensione a suo piacimento, trasmettendola da personaggio a personaggio, caratterizzando ogni scena del film con dei ritratti di assoluta precisione del terrore dipinto sui volti, del tremolio delle ginocchia, e della rabbia che fa gonfiare le vene, rabbia di cui avremo più di un piccolo assaggio durante gli sviluppi della missione, che avrà come base di appoggio un solidissimo tappeto di sangue e viscere.

Avete capito bene, questo non é Schindler’s List.

Quando i nostri soldati arriveranno alla torre, si ritroveranno alle prese con diabolici scienziati intenti a creare un nuovo esercito “millenario” nazista dalle capacità sovrumane, attraverso esperimenti di ogni sorta.

Il film è piacevolissimo, scorre veloce, senza inciampare, cadenzato da un ritmo e da una struttura narrativa molto simili a quelle di un videogioco, in cui seguendo piste e ricercando indizi verranno alla luce risvolti dalla natura inaspettatamente ma deliziosamente inquietanti; è quello che accade grossomodo nella saga di Wolfenstein, appunto, in cui le suddette dinamiche sono vissute in prima persona dal videogiocatore, a suon di fucilate.

La trama è l’anello debole della catena, a causa di una sceneggiatura che non vuole azzardare, evitando di esporsi a rischi forse al di sopra delle possibilità del film stesso, che decide di puntare tutto sulla potenza visiva delle immagini.

Gli attori si guadagnano la loro sufficienza, svolgendo il compito più che dignitosamente, soprattutto nei momenti meno frenetici dove mettono in risalto buone capacità espressive.

Overlord è un film di guerra, con risvolti horror, più che il contrario, e la campagna marketing potrebbe trarvi in inganno, avendo puntato l’accento sull’aspetto più truculento e fantasioso.

Intrattenimento puro, questa è la missione principale del lungometraggio e del regista, che senza pretendere nessuno sforzo dallo spettatore, vuole rappresentare un ottimo esempio di come si fa un B-movie di alta qualità, senza eccessi, a patto di sentirvi pronti per uno spettacolo di orrore e violenza a tratti incontenibile. Comunque vogliate comporre gli elementi del film, il risultato non cambia: ci sono nazisti da ammazzare, per giunta molti diventano zombi, vi serve altro?

 

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