La Favorita

28 gennaio, 2019   |  

Con le sue 10 nomination agli Oscar 2019, La Favorita va ad aggiungersi al lungo elenco di film in costume da sempre adorati dall’Academy, come Shakespeare in love, o Elizabeth. Ma a differenza delle altre opere ambientate nelle antiche corti inglesi, qui il contesto sbiadisce in fretta attorno ad un sottotesto attualissimo e tre personaggi mastodontici, che (complici tre interpretazioni eccezionali) da soli sono il film.

Le dinamiche tra Anna, inetta regina di Inghilterra, la sua favorita Sarah e la nuova arrivata Abigail, tanto per cominciare ricalcano quei giochi di potere che di solito siamo abituati ad associare agli uomini, mentre qui proprio gli uomini, anche quelli di alto rango, sono relegati ai margini, costretti a osservare da lontano, a cercare ogni mezzo per inserirsi in una cerchia ristrettissima di sole donne e nonostante questo sono sempre un passo indietro rispetto a loro.

La parte più umoristica del film è affidata allo scambio dei ruoli archetipici, con questi maschi ingenui e piatti, poco interessanti e approfonditi, eclissati da donne ciniche, calcolatrici, completamente disinteressate al mondo maschile perché impegnate a conquistarsi i favori di una donna.

E sebbene sia così attuale e ben rappresentato, questo non è nemmeno l’aspetto più interessante del film. Come in una matrioska, andando avanti l’opera rivela sempre nuovi livelli di profondità, e se quello più superficiale è rappresentato dal tipico dramma in costume e il successivo da una lettura femminista delle dinamiche di potere, in fondo abbiamo semplicemente il ritratto minuzioso di tre donne che lottano con tutti i loro mezzi per sopravvivere, per amore, per sé stesse.

Non c’è niente di scontato nel rapporto tra Anna, come viene confidenzialmente chiamata la regina, e Sarah, che approfitta del suo ascendente sulla sovrana, ma allo stesso tempo se ne prende cura e la conosce meglio di chiunque altro. Più apprendiamo su di loro, più ci ricordano una vecchia coppia consolidata, un po’ stanca, ma legata da qualcosa di forte che il film ci fa solo intuire. Nelle crepe di questo rapporto si insinuerà Abigail, bella, giovane e disincantata (a causa di un’adolescenza difficile), che dimostrerà come sia facile sottovalutare il peso di un amore logorato dal tempo di fronte alla leggerezza della novità.

Come anticipato, le interpretazioni di Olivia Colman (la regina Anna), Rachel Weisz (Sarah) e Emma Stone (Abigail) sono semplicemente eccezionali, e in un film che si regge tutto su di loro e i loro confronti, macchinazioni e continue frustrazioni non avrebbe potuto funzionare altrimenti.

A sottolineare la tensione sempre crescente c’è una colonna sonora molto azzeccata, un’alternanza di pezzi moderni e barocchi, che evidenzia il mondo in cui la regia “tradisce” l’atmosfera storica con grandangoli deformati e un montaggio spesso non lineare.

Insomma, La Favorita è uno dei film più interessanti degli ultimi tempi, una commedia nera originale e piena di spunti attuali. Non perdetelo!

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