Gloria Bell

14 Marzo, 2019   |  

Gloria Bell è una donna normale, madre di mezza età di due figli ormai indipendenti, con un lavoro modesto ed uno sphynx che riesce ad intrufolarsi sempre dentro casa sua. Con un divorzio alle spalle ed una quotidianità è fatta di percorsi definiti, di viaggi con la radio a tutto volume, di incontri, Gloria canta, per sentirsi libera, per dimenticare la malinconia. E balla, balla da sola.

Accarezzata dagli sguardi degli uomini che la osservano nel locale notturno che frequenta regolarmente Gloria si imprigiona nella sua solitudine.

Allora lei si ribella, si convince di poter essere ancora attraente, usa le sue forme per sedurre. Si sente leggera, e si agita sulla pista da ballo, dove per un attimo tutti i problemi svaniscono. Sfoggia un sorriso magnetico, trova in Arnold, coetaneo e divorziato, la possibilità di una rinascita, una seconda primavera, un rapporto intenso e maturo. Ma forse non così tanto visto che, alla prima prova di fuoco, Arnold fugge.

Ma Gloria non molla, si butta, intuisce il bisogno di fidarsi, di amare e gli concede una seconda possibilità. Si concede una seconda possibilità e questa volta, con il fallimento Gloria, umiliata e ferita, consolata dalla madre come una bambina, torna alla propria vita più determinata che mai ad eliminare Arnold dalla propria esistenza e, perché no?, a continuare a ballare. 

Ancora una volta Lelio si dimostra attento osservatore dell’universo femminile (talento già espresso con Disobedience) proponendo un personaggio autentico, stratificato, contraddittorio ma profondamente umano.

La storia scorre ad un ritmo piuttosto lento, coerente con l’intento di mostrare un personaggio e non di narrare fatti. Lelio si sofferma su particolari, su abitudini (Gloria che canta in auto sulle note di canzoni alla radio), su manie (il momento delle pulizie di casa) e momenti rituali (l’appuntamento con l’estetista) rendendola una di noi.

E forse ci dice che anche dopo l’ennesima fregatura in cui ci siamo buttate vale la pena rimettersi in carreggiata, tornare a ballare. Magari all’inizio goffamente ma acquistando man mano autonomia e libertà.

Julianne Moore dona a Gloria grazia e coraggio restituendo al pubblico un’interpretazione di alto livello.

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