Animali fantastici: I crimini di Grindelwald

17 novembre, 2018   |  

Il primo film della saga di Animali Fantastici aveva risposto al più che lecito dubbio alla base dell’intera “operazione prequel”: una scrittrice di romanzi come J.K. Rowling sarà in grado di mettere insieme una sceneggiatura in grado di funzionare sul grande schermo? La risposta era risultata affermativa, e, al netto di alcuni difetti e ingenuità, la scrittrice era riuscita a confezionare un intreccio funzionale a gettare le basi di questo nuovo ciclo di avventure. Peccato che alla sua seconda sceneggiatura la mamma di Harry Potter sembri aver scordato ogni lezione imparata in precedenza.

I crimini di Grindelwald nella struttura ricorda in tutto e per tutto un romanzo della saga madre, cominciando dall’incipit sulla nemesi che affronteranno i nostri protagonisti, a cui segue il lunghissimo blocco centrale in cui situazioni per lo più personali (amicizia, amore, famiglia) vengono intervallate da (pochi) indizi, fino a catapultarci in un epilogo denso e sconvolgente. Il problema è che la Rowling pare non voler dare priorità a nessuno dei suoi personaggi e cerca di approfondirli tutti mettendo insieme un film corale che però risulta troppo eterogeneo, privo di ritmo e in cui un protagonista schivo come Newt (Eddie Redmayne) scompare del tutto.

La necessità di introdurre nuovi personaggi, di chiarificare le nuove (e talvolta vecchie) dinamiche tra questi e il nucleo di protagonisti originale, non aiuta, e la Rowling pare non voler sacrificare nemmeno uno degli elementi da lei immaginati, facendo somigliare I crimini di Grindelwald a un romanzo compresso all’inverosimile per riuscire a entrare tutto in due ore e tredici minuti di film.

Pertanto si arriva all’atto finale piuttosto frastornati, accolti da uno spiegone intollerabilmente didascalico, concludendo infine con una rivelazione tanto scioccante quanto irritante per la sua assurdità e incoerenza. Non aiuta la pigra regia di David Yates, che non solo non è in grado di dare più forza e coesione allo script, ma riesce a rendere confusi e privi di mordente le coreografie più spettacolari e e ce la mette tutta per smorzare il pathos nei momenti drammatici.

Ciò detto, il mondo magico conferma il suo fascino e film dopo film il contesto in cui si muovono i personaggi diventa sempre più ricco, solido e coerente. Se gli “animali fantastici” suonano giustamente pretestuosi nel titolo della saga, nell’economia del film invece risultano parte integrante e fondamentale dell’universo che abitano, ritagliandosi il loro spazio sullo sfondo degli eventi e diventandone talvolta protagonisti (o piuttosto dei-ex-machina).

Inoltre se è vero che il protagonista si perde in un oceano di personaggi e situazioni, i suoi comprimari risultano subito più accattivanti. Impossibile non citare Grindelwald, antagonista magnetico e terrificante, interpretato da un Johnny Depp in gran forma (finalmente!), ma anche Jacob (Dan Fogler) e Queenie (Alison Sudol) rubano la scena, e ci fanno desiderare di vederli assieme più spesso.

Insomma, in un mare di difetti vince l’immaginazione della Rowling, il suo mondo parallelo che si confonde e si mischia sempre più con il nostro, mantenendo vivo il desiderio di continuare a conoscerlo ed esplorarlo… nella speranza però che con il prossimo capitolo si faccia un passo avanti e non un altro passo indietro.

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