C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD

19 Settembre, 2019   |  

C’era una volta a Hollywood.

Entro al cinema con la stessa agitazione, emozione e curiosità di una bambina di sei anni che entra per la prima volta nella sua classe delle elementari. Aspettative alle stelle e voglia di vedere finalmente un film che potrebbe entrare nella cerchia dei cult contemporanei, ma allo stesso tempo la paura che non sia abbastanza, che le mie aspettative siano troppo alte. Ebbene questo film ha mantenuto tutte quelle aspettative che ogni cinefilo, ogni fan di Tarantino, ogni amante del cinema aveva. C’era una volta a Hollywood è una metafora straordinaria di tutta la storia del cinema, è un’opera gratificante nei confronti della Settima Arte che per questa volta viene seriamente considerata tale. Non mi soffermerò sui vari tecnicismi perché, si sa, Tarantino ormai ne è un maestro. Un film meta-cinematografico in cui vediamo Leonardo di Caprio interpretare Rick Dalton, che a sua volta interpreta altri ruoli, entriamo in una scatola cinese di interpretazioni che fanno da metafora a tutto ciò che un attore, o semplicemente un creatore di sogni, come piace definirli a me, è in grado di fare.

C’era una volta Hollywood esalta questo universo con una particolare attenzione per i dettagli in riferimento ai precedenti film del regista, ma inserendo comunque molti altri particolari che ci ricordano e onorano tutti registi che hanno fatto la storia. Interpretazioni maestose, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie semplicemente stupendi; il primo è una macchina da guerra delle interpretazioni, calato perfettamente nella parte fa dimenticare il volto davanti al quale ci troviamo e ci fa conoscere il personaggio anche solo grazie ad una movenza.  Di Caprio invece, come sempre, è una garanzia, ma questa volta viene ancora di più esaltato, forse facendo sottolineare l’eclettismo di questo attore meraviglioso. E infine Margot Robbie, una fata leggiadra che entra nei panni di Sharon Tate e la riporta in vita, glorificandola e facendoci quasi provare un sentimento di mancanza nei confronti di un’attrice che non c’è più e di un pezzo di storia che per il mondo del cinema americano è di fondamentale importanza. Diverso dalla maggior parte dei film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood riprende il significato di C’era una volta in America di Sergio Leone, inserendolo in un parallelismo con il mondo del cinema, con Hollywood in particolare, come si evince anche dal titolo. Un film che dedicherei a tutti quelli che mi dicono sempre “ma chi è che va al cinema ormai?” “non ne vale la pena” e “tanto il cinema è qualcosa di superato”, a tutti voi che ormai non vi fate più incantare e non vi fate più rapire dalla magia di qualcosa, come di solito accadeva solo quando eravamo bambini, beh tornate al cinema, tornateci solamente per vedere questo film, tornateci e vi rimangerete tutto ciò che avete detto. Dopo aver visto c’era una volta Hollywood il mondo del cinema vi entrerà nelle vene e di questo, ne sono assolutamente certa. 

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